Trump e quel pezzo di ghiaccio
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Direttore: Franco Ferraro

Trump e quel pezzo di ghiaccio

Donald Trump in tribunale

E meno male che considerava Biden un rimbambito. L’ex presidente era ostaggio di improvvisi vuoti di memoria, di appannamenti nell’eloquio, di frequenti inciampi.

Ma non è che Trump sia l’incredibile Hulk. E non è neppure lucidissimo. Perché un lapsus è sempre in agguato, ma se il lapsus è reiterato allora un problema c’è.

Davos, 21 gennaio. Durante il suo discorso al Forum economico mondiale, Trump parla dell’alleanza Nato e dice:(“Fino agli ultimi giorni, quando ho parlato loro dell’Islanda, mi adoravano”. E ancora: “La Nato non sarà lì per noi, in Islanda…”) e in merito al calo del mercato azionario verificatosi il giorno prima ecco la doppietta: (“Ieri il mercato azionario ha subito il primo calo a causa dell’Islanda. Quindi l’Islanda ci è già costata un sacco di soldi”). Che se uno non è attento pensa di aver sentito male. Invece no. Trump diceva Islanda ma intendeva Groenlandia. Già, la Groenlandia:“Un pezzo di ghiaccio, freddo e mal posizionato” per usare ancora le parole del presidente Usa.

Mappa della Groenlandia.
Territorio artico: cartina della Groenlandia. – newsmondo.it

La minaccia dei dazi

Messa da parte la minaccia di un intervento militare, Trump non ha ibernato il suo atavico livore contro chi la pensa diversamente da lui. Ed ecco il puntuale, sprezzante rigurgito: ”Se gli europei diranno di no, ce lo ricorderemo”. Traduzione in tempo reale: la vedete la clava dei dazi? La sto ancora impugnando. Già la scorsa settimana li aveva imposti – il 10% per tutte le merci spedite negli Usa – ai Paesi che avevano schierato un manipolo di militari in Groenlandia: Danimarca, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Olanda e Finlandia. Paesi accusati di “giocare un gioco molto pericoloso”. (Fortunatamente a Davos ha fatto retromarcia).

Ora se c’è uno che gioca pericolosamente e su più fronti è proprio lui. Venezuela, Iran, Colombia, Messico, Cuba: Trump è un turista della minaccia. Ma la Groenlandia non è Bogotà, Teheran, Città del Messico e neppure L’Avana, luoghi che – secondo Trump – brulicano di cospiratori e terroristi, pronti a fare del male all’America. E’ al contrario l’America, oggi, che rischia di farsi male da sola, innescando (im)prevedibili reazioni a catena sullo scacchiere geopolitico. 

La posizione di Russia, Cina e Europa

Russia e Cina mal digeriscono il prepotente dinamismo del presidente americano. Putin ha detto che: “ Mosca non starà a guardare e difenderà gli interessi nazionali nell’Artico”.  E Xi Jinping da settimane ripete: ”Il diritto e la libertà di tutti i Paesi di svolgere attività nell’Artico devono essere pienamente rispettati”.

In questo quadro l’Europa appare come una figura di secondo piano: non urla, non batte i pugni sul tavolo, cerca il dialogo, ma è dura se dall’altra parte le ritorsioni viaggiano al ritmo della macchina dei pop corn.  E intanto crescono le voci di chi invoca un’Europa più forte.

L’ultima, autorevole, quella di Mario Draghi: ”Per preservare l’Unione Europea dobbiamo superare le nostre debolezze autoinflitte. E dobbiamo diventare più forti: militarmente, economicamente e politicamente. L’Europa rischia di diventare un giocattolo nelle mani di altre potenze” ha detto l’ex premier. Ora, fino a prova contraria, né Mosca né Pechino minacciano di invadere la Groenlandia e non risultano offerte in rubli o in yuan agli abitanti dell’isola artica per vendersi a Russia e Cina. Peraltro parla chiaro un accordo risalente al 1951 tra Danimarca e Stati Uniti, secondo cui gli Usa hanno diritto di “installare e gestire basi militari con relativo personale” in tutta la Groenlandia, nonché di controllare il traffico aereo e navale intorno all’isola. Come dire: caro Trump hai campo libero se vuoi irrobustire la presenza militare americana, in tutte le sue forme, sull’isola, ma l’isola resta nostra.

Quando negli Anni Settanta cominciava ad agitarsi sul mercato immobiliare di New York, il tycoon amava ripetere: ”Se vuoi comprare case, devi convincere il venditore che quello che ha non vale molto”. Stavolta gli va male. E il motivo è semplice: non c’è nessun venditore.

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ultimo aggiornamento: 22 Gennaio 2026 9:14

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